Materiali · Chimica per l'Edilizia

Prodotti Chimici
per l'Edilizia

Adesivi, stucchi, primer e impermeabilizzanti. Sono la parte che non si vede e che decide se un pavimento durerà: la maggior parte dei problemi in opera non nasce dalla piastrella, ma da quello che sta sotto.

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🧪 Mapei e Kerakoll
🔤 Sigle C2, E, T, S1
💧 Impermeabilizzanti
🪣 Stucchi CG2 e RG
🛡 Primer e Consolidanti
La chimica per l'edilizia in sintesi

Come si leggono le sigle

Sul sacco c'è sempre una sigla tipo C2 TE S1, e non è marketing: è la classificazione della UNI EN 12004, e dice esattamente cosa fa quel prodotto.

La C indica che è cementizio; il 2 che è "migliorato", cioè con adesione superiore a 1 N/mm². La E è il tempo aperto esteso, quello che serve quando si posa d'estate o su superfici grandi. La T è la resistenza allo scivolamento verticale, indispensabile sui rivestimenti a parete.

Le sigle S1 e S2 indicano la deformabilità, ed è la più importante di tutte: un adesivo deformabile assorbe i movimenti del supporto. Sul riscaldamento a pavimento, sui grandi formati e sulle lastre sottili l'S1 è il minimo, e su fondi che lavorano si va a S2.

La fuga non è un dettaglio

La fuga è la parte che si sporca, si macchia e cede per prima, e sceglierla bene cambia la vita del pavimento. La norma è la UNI EN 13888, e distingue due famiglie.

Gli stucchi cementizi (sigla CG) sono lo standard: il CG2 è quello migliorato, con assorbimento d'acqua ridotto e maggiore resistenza all'abrasione. Vanno benissimo in casa, in tutte le stanze asciutte e anche in bagno se il prodotto è idrorepellente.

Gli stucchi epossidici (sigla RG) sono un'altra cosa: non assorbono nulla, resistono agli acidi e ai detergenti aggressivi, non si macchiano. Sono obbligatori in piscina, nelle cucine professionali e in tutti gli ambienti dove si lava con prodotti forti. Costano di più e chiedono una mano esperta in applicazione, ma nei posti giusti non hanno alternative.

Il passaggio che si salta sempre

Il primer non serve sempre, ma quando serve è decisivo, e saltarlo è uno degli errori più frequenti in cantiere.

Su fondi molto assorbenti — massetti freschi, anidrite, cartongesso — il primer regola l'assorbimento e impedisce che il supporto beva l'acqua dell'adesivo prima che questo faccia presa. Senza, l'adesivo si "brucia" e la tenuta crolla.

Su fondi non assorbenti — pavimenti esistenti, resine, metallo — serve il contrario: un primer aggrappante che dia al collante qualcosa a cui attaccarsi. È la chiave della posa su pavimento vecchio senza demolizione.

Sotto la piastrella

Una piastrella in gres è impermeabile, ma il pavimento nel suo insieme non lo è: l'acqua passa dalle fughe e dagli angoli. Per questo sotto un piatto doccia a filo, in un bagno turco, su un terrazzo o su un balcone la guaina è obbligatoria, non opzionale.

Si applicano guaine cementizie bicomponenti o membrane liquide, sempre con nastri di rinforzo negli angoli e nei raccordi parete-pavimento, che sono esattamente i punti dove l'acqua entra.

È un lavoro che costa poco rispetto al resto e che, se manca, si scopre anni dopo dal soffitto del vicino. Non è mai un punto su cui risparmiare.

I prodotti giusti

Dopo la posa serve una pulizia di fine cantiere con un disincrostante acido tamponato, che toglie il velo di cemento residuo delle fughe. Farla è ciò che distingue un pavimento che "non viene mai pulito bene" da uno che torna come nuovo.

Per il quotidiano valgono i detergenti neutri a pH 7. I prodotti acidi attaccano le fughe cementizie e il cotto; quelli fortemente alcalini e sgrassanti rovinano le finiture oliate del legno.

Trattiamo la gamma di manutenzione Mapei e Kerakoll: cere protettive per il parquet, detergenti deceranti, disincrostanti per gres, klinker e cotto, e trattamenti specifici per il cotto naturale.

Come scegliere l'adesivo giusto per le piastrelle

  1. Riconoscere il supporto. Stabilire se il fondo è assorbente (massetto, intonaco) o non assorbente (pavimento esistente, resina): cambia il primer e spesso l'adesivo.
  2. Valutare il formato. Dai 60×60 cm in su servono adesivi a letto pieno con scivolamento nullo; sulle lastre grandi la doppia spalmatura è obbligatoria.
  3. Controllare le deformazioni. Con riscaldamento a pavimento, su fondi giovani o su legno, scegliere un adesivo deformabile S1 o S2.
  4. Scegliere la classe. Leggere la sigla sul sacco: C2 per la quasi totalità dei casi, con E se serve tempo aperto esteso e T per i rivestimenti verticali.
  5. Abbinare lo stucco. CG2 per gli ambienti normali, epossidico RG per piscine, cucine professionali e superfici lavate con prodotti aggressivi.

Domande frequenti su adesivi, stucchi, primer e manutenzione →

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