Il cotto toscano affonda le sue radici nell'era etrusca e romana, quando le argille della Toscana — particolarmente ricche di ossidi di ferro — venivano già lavorate per creare anfore, tegole e pavimentazioni destinate a durare secoli.
I grandi centri di produzione si sono storicamente sviluppati intorno a Impruneta (Firenze), Siena e Arezzo, luoghi in cui la qualità dell'argilla locale ha permesso di ottenere un prodotto di eccezionale resistenza e bellezza. Ancora oggi queste tradizioni sono preservate da botteghe artigiane che tramandano tecniche antiche di generazione in generazione.
La particolarità del cotto toscano rispetto ad altri materiali risiede nell'intera filiera produttiva: dalla cava delle materie prime alla formatura semi-manuale, fino alla cottura in forni che gli conferiscono tonalità calde e lievi irregolarità che lo rendono unico e inimitabile.